26 febbraio 2012

Disincontro Comunista. Final Act.

Sono passati ormai otto mesi dall’ultima volta che l’aveva visto.
Otto mesi. Gli stessi della loro storia d’amore.

La loro strana storia d’amore.. Piena di parole dolci, vuota di “ti amo”.
La loro stana storia d’amore. Iniziata nel nulla. Finita nel nulla.

Lei si era trovata subito a suo agio..
Non si fa. Ma al primo incontro si sono baciati. Non si fa.
Ma l’amore non ha regole.

Lui le sembrava troppo perfettino.
Forse sarebbe dovuta scappare dal primo momento, quando è arrivato in ritardo di mezz’ora al primo appuntamento.
Quattro appuntamenti. Alla solita ora. Alle dieci di sera. Sempre. Allo Strizzi Garden. Di Novoli.

Mesi dopo.
Quando stavano veramente insieme, in sua presenza cominciò a ciacciargli – verbo di cui lui non conosceva il significato – il cellulare e scoprì che mentre lei era in vacanza lui aveva frequentato una donna.
Anche lei aveva baciato un ragazzo. Ma lui non lo poteva scoprire.. Forse lo scoprirà ora.

Lo ha fatto patire quattro mesi. Quattro mesi di astinenza. Per lei non era una novità.

Nel momento in cui lui si trasferì, la loro distanza aumentò.

Una strana storia d’amore: piena di silenzio, e vuota di orgoglio.
Piena di scomparse, piena di rincorse.

La strana storia d’amore tra lui, il Pipistrello che vive di notte e lei, Pastina, colei che non aveva mai provato uno shottino…

Questa strana storia d’amore, la cui fine non ha ancora una spiegazione…

[sì forse si sono amati. Forse solo lei lo ha amato]

29 marzo 2011

Poesia prima di andare a letto

Con i mass media – televisione, internet, mail, msn, twitter, facebook e chi più ne ha più ne metta – è normale chiedersi che fine farà la letteratura, ma soprattutto la poesia.
Insomma che fine hanno fatto i generi letterari più tradizionali ?
Ma prima di rispondere a questa domanda è necessario definire cos’è la poesia.
Secondo l’opinione pubblica è un modo per esprimere emozioni. E chi meglio si può esprimere con la scrittura che un balbuziente? Infatti se andiamo a vedere – Esopo, Virgilio, Alessandro Manzoni e molti altri: balbettavano …
Perché è l’unico modo con cui possono esprimersi apertamente e col quale vengono presi sul serio.
Non a caso, come dice Gramellini, la poesia viene considerata un antidepressivo e l’unica via per essere ascoltati …
Ma prima di tutto dobbiamo fermaci a riflettere … Chi è che quando ha un pensiero, prende carta e penna e lo scrive sul suo diario? Ma soprattutto, chi è che ha ancora un diario? Tutto questo, ora, è sostituito da facebook.

Gli unici degni di essere poeti – sempre secondo Gramellini – e quindi di prendere carta e penna e di avere un diario, sono i bambini; gli unici degni di essere, conseguentemente, filosofi. Sì, perché la filosofia e la poesia corrono sullo stesso binario: guardano il mondo con meraviglia!
Questo pensiero va a mescolarsi a quello di Cucchi, secondo cui anche la generazione degli anni ‘70 sono degni di tale ruolo nella società. In quanto è vissuta mentre i mass media iniziavano a ‘manipolare’ il mondo e invece di appropriarsi della nuova mentalità, ha conservato quella vecchia, con cui è cresciuta.

Ma perché, a tutto il resto della società non piace la poesia? Perché non viene letta come diletto, prima di andare a letto?
Per lo stesso motivo per cui le persone non leggono, perché sin dall’inizio viene imposto. Così la poesia. Viene introdotta come disciplina scolastica, quindi un obbligo. E dopo verrà ricordata semplicemente perché alle elementari le maestre dicevano di impararla a memoria; e alle superiori di interpretarla.
Viene ricordata come un brutto ricordo.
E su questo pensiero dobbiamo porre l’attenzione. Perché la risposta a “perché la poesia non interessa nessuno, o quasi?” sta qui. Nascosta, ma c’è!
Se ci domandiamo “Cos’è che sta alla base della società, del buon cittadino e della poesia?”, la risposta sta tutta qui, ed è: la formazione, e il modo in cui viene introdotta nella vita dei piccoli cittadini.
Perché la maggior parte delle cose si coltiva sin da piccoli, o comunque da giovani.

Concludendo – non potendo eliminare l’esistenza di facebook & co, perché pare che non se ne possa fare a meno – non ci resta che sperare! Sperare che una parte di quei piccoli cittadini che impara a memoria le poesie abbia un buon ricordo di essa e che quindi la coltivi nel futuro, anche quando non sarà un obbligo.
O sperare che ci sia una rivoluzione nel sistema dell’insegnamento, ma questa è un’altra storia …

15 gennaio 2011

Quando ero bambina ...

Quando ero bambina sognavo di essere una donna.

Quando ero bambina la maestra chiese di disegnare cosa avremmo voluto essere.
Disegnai una donna. A lapis. Aveva i capelli lunghi, lunghissimi. Forse aveva le ali. Aveva un sorriso grandissimo, ma che sembrava un piccolo sorriso per il semplice modo con cui l'avevo disegnata.
Forse aveva le ali.

Quando ero bambina la maestra - si chiamava Cristiana - chiese di disegnare cosa avremmo voluto essere e di scrivere il motivo della scelta.
Disegnai una donna. Sembrava un angelo.
Scrissi "voglio essere come questa donna, così posso volare dove e quando voglio".

Quando ero bambina non volevo essere una barbie, un gatto, un cane ...
Quando ero bambina volevo essere una donna simile ad un angelo, per volare forse con i miei capelli forse con le mie ali - a lapis.

Dieci anni dopo, ballando come una pazza sul terrazzo, guardando la scia di un aereo: voglio essere quella donna, disegnata a lapis dieci anni fa, che volava, forse con le ali forse con i capelli, dove e quando voleva ...

Sono una bambina e voglio essere come quella donna simile ad un angelo e volare ...

10 giugno 2010

Frullato di sorrisi e pianti ...




Meno dieci. Meno nove. Meno otto.
Così procede giugno tra i banchi di scuola.
E le ore passano sempre più lente. Gli occhi guardano nervosi i minuti dell'orologio che passano, lenti.
I banchi di scuola aumentano di scritte. Testimonianze. Amori finiti. Amicizie finite. Gli appunti dell'ultima interrogazione andata bene. Le scritte nervose dei voti per fare media.
Le interrogazioni programmate. L'ultimo compito. Decisivo.
Gli ultimi resultati.
Per alcuni salti di gioia.
Per altri scappate in bagno. A piangere. A fumarsi la sigaretta. Non perchè passa il nervoso, ma perchè fa scena. Ma ancora non lo sa.

Ultimo giorno di scuola. Tutti presenti. Tranne due, che si sono allungati le vacanze.
Prima ora. Di buco.
Seconda ora. Interrogazione di filosofia. Troppo corta. Ma il giusto per l'ultimo giorno di scuola.
Terza ora. Greco. Compiti per le vacanze.
Poi via, un'ultima sigaretta.

Intanto. Quelli dell'ultimo anno, hanno già nostalgia. Fanno filmini. Giocano. Foto coi prof.
Tanta energia nonostante la maturità. Gridano. Un ultimo grido di libertà... prima della maturità!
E nel mentre quelli di terza, di quarta già si vedono tra un anno o due a urlare di gioia. Al posto loro.
E senza fare nomi. C'è chi pensa che dovrebbe essere lì, teoricamente, con loro. A urlare di gioia. A fare l'ultimo grido di libertà, ma, in pratica, mancano ancora due anni.
Incidenti di percorso.

Meno un minuto. Tutti alla porta. A spingere. Il custode che blocca la porta. Tutti con bottiglie in mano. Non si potrebbe. Bla bla bla ....
Meno uno. Secondo. Il custode già scappa. Tutti via.

Libertà. O per lo meno. Respiro di libertà per tre mesi.
In aria, gocce d'acqua che prendono i passanti.
In aria, volano parolacce d'affetto.


E durante l'ultimo giorno di scuola tutti tornano ad essere bambini ...

25 maggio 2010

Incontro Comunista. Act II


Dopo più di un mese.

Molto era cambiato.
Il debito di greco era più che decisivo. Ora, anche il latino le si era voltato contro. L'inglese aveva avuto una risvolta.
E la sua migliore amica, non era più tale.
Anche la sorte le era andata contro, il suo fidato motorino le era caduto addosso.

Per molto tempo lui, il ragazzo comunista, non l'avrebbe più vista con quel casco così allegro, pieno di faccine bianche.

Così, martedì 25 maggio del 2010.
Lui forse non era cambiato. Aveva gli stessi capelli soffici. Lo stesso sorriso.
Lei aveva perso un po' la speranza, e anche il ginocchio. Non era più munita di casco, ma di stampelle.

Così con lo stomaco che si ribellava, arrivò sotto casa e lo vide. E improvvisamente lo stomaco s'ammutolì.

I loro occhi s'incontrarono cercando di capire se si erano già visti. Lui si ricordò e con gli occhi le chiese cosa le fosse successo.

I loro occhi si salutarono senza sapere i loro nomi, con la speranza di rivedersi ...

Incontro Comunista. Act I


L’arrivo a mala pena in tempo a scuola. Lezione di Filosofia durante la quale invece che pensare alla filosofia greca, pensa alla sua! Interrogazione di greco. Sei e mezzo, non meritato. L’intervallo in classe.
Matematica, il supplente che ha facebook. Italiano.
Poi il ritorno a casa. Motorino. Chiavi. Ascensore. Quarto piano.

E improvvisamente …Con il casco blu con faccine bianche, in testa; lo zaino, in una mano, aprì la porta e nel mentre gli cadde un guanto viola in terra. Così si piega per raccattarlo e nel mentre tra la porta aperta dell’ascensore, appare lui.

Tipico europeo. Pelle bianca. Occhiali, un po’ da nerd. Capelli neri - soffici sarebbero stati se glieli avrebbe toccati …

Stava per andare via …
Dopo che la vide un sorriso e …

- Vuoi il giornalino della lotta comunista?
- Sì- Però costa un euro. – disse con paura che facesse come tutti gli altri e gli dicesse di no.
- Ok – disse sperando in un approccio.

Sempre con il casco in testa si chinò per prendere i soldi. Intanto lui la guarda e chiede:

- Studi?- Sì.- Che scuola fai?
- Il Michelangiolo.

- Ah, allora ti è capitato di vederci fuori scuola tua?
Avrei risposto: “si, ma non te, purtroppo”. Ma la sua timidezza la fermò.

E dopo un minuto di pausa.
- E tu studi?
- Sì, all’università qui, di novoli.

Poi un sorriso.
In questo caso ciò che poteva diventare un film di Muccino, si è spento …
Dopo un tentata ricerca del piccolo uomo, inutile, rientra a casa, con la speranza di rivederlo ...

15 maggio 2010

Nella famiglia credo. Lo dice anche facebook. Nel matrimonio no. Lo dico io.


Matrimonio.
Dal greco, gignomai, significa generare.
Dal latino, matrimonium, significa diventare madre, da mater.
Dal dizionario italiano, significa: unione tra un uomo e una donna ufficialmente sancita davanti a un ufficiale dello stato civile o a un ministero del culto.

Dal singolo dei Zero Assoluto, significa: cambiare vita, cambiare casa, fare la spesa, fare i conti a fine mese, ad avere un figlio e un cane, ad affrontare parenti, tombole a natale, e mal di testa riccorenti...
Dal singolo dei Zero assoluto, significa Divorzio.

Matrimonio.
Scopo? Creare una famiglia.
Ma cos'è una famiglia?
Famiglia.
Dal dizionario italiano, è: complesso di individui congiunti da vincoli di sangue.
Per èduard Rey: si chiama famiglia un gruppo di individui legati da vincoli di sangue, che litigano gli uni con gli altri per questioni di soldi.

E tutti i figli nati fuori dal matrimonio, da un matrimonio mai esistito?
Sono illeggittimi?
Piacere: figlia illeggitima. Fiera di esserlo.

La famiglia la si può avere con o senza anello coniugale.
I diritti di esseri umani si hanno con o senza anello coniugale.

Tenendo in considerazione che il matrimonio, dal suo principio, era solo per cristiani, quelli battezzati.
Tenendo in cosiderazione ciò, il matrimonio in comune non dovrebbe esistere.

Ed è per questo. Che non credo nel matrimonio.
Credo solo al matrimonio tra coloro che indipendentemente da esso non hanno avuto figli, e che se fosse un problema nei genitali, non hanno nemmeno provato ad avviare l'adozione.
Credo solo in questi matrimoni. Perchè questi sono stati fatti pensando all'amore dell'uno verso l'altro. E non, per l'amore di un probabile futuro figlio.

Perciò non credo nel matrimonio di molti familiari.

Credo nella famiglia. Sì quella illeggittima. Quella che sta insieme e poi si lascia, senza tribunali, affidazione, beni in comune. O magari possibilmente, impossibile, quella che non si lascia mai.
Nella famiglia credo. Lo dice anche facebook.

And the last but not the least:
La definizione del matrimonio dovrebbe essere: unione tra due individui, che si amano.